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Crisi del settore delle Fonderie in Italia, Germania, UE

Crisi del settore delle Fonderie in Italia, Germania, UE

Come consulente della IMAS AEROMECCANICA Srl Unipersonale Aspirazione Industriale Dust extraction and air cleaning systems (produttrice di Impianti di aspirazione e filtrazione aria) ho avuto “contatti” con il settore delle Fonderie capendo molto bene quanto impattano sull’ambiente e quanto sarebbe necessario a livello di investimenti per ridurre appunto l’impatto industriale sull’ambiente. Poi leggo un articolo su una rivista di settore che parla della crisi del settore delle Fonderie in Italia, Germania e un pò in giro per l’Europa e capisco come un settore specchio dell’industria pesante italiana, un vero asset nella corsa alla differenziazione del settore a livello globale, sia nelle mani (e nel destino) del pensiero di burocrati europei che nulla sanno del settore specifico. Quello che segue è un articolo frutto della raccolta di dati e info su varie fonti, tanto per far comprendere come sarebbe il caso di accelerare sull’aspetto manageriale interno piuttosto che aspettare che cambi qualcosa a livello “centrale..”:

Fonderie: cinque anni difficili, una normativa che paralizza e una strategia da ricostruire da zero.

Dai dati Assofond 2024-2025 al CBAM in vigore dal 2026, fino al Deutsche Gießereitag di Göttingen: perché questo settore ha bisogno di un metodo, non di un’altra analisi.

  1. Il punto di partenza: i numeri del disastro

Il settore delle fonderie italiane conta circa 23.000 addetti e genera un fatturato annuo di 7,6 miliardi di euro. Nel 2024, il giro d’affari complessivo è sceso a 6,6 miliardi, in calo del 12,8% rispetto al 2023. Le fonderie ferrose hanno registrato una perdita del 19,2%, quelle non ferrose del 9,2%. La produzione complessiva è diminuita del 12,3%, attestandosi a circa 1,6 milioni di tonnellate — di poco superiore al minimo storico toccato nel 2020. Ripartelitalia

L’analisi di bilancio 2024 del Centro Studi Assofond, pubblicata in esclusiva sul Sole 24 Ore, non ha lasciato spazio a interpretazioni ottimistiche: le difficoltà strutturali del settore emergono con nettezza, e il presidente Zanardi ha richiesto interventi urgenti per poter competere alla pari dei concorrenti europei. Assofond

Il 2025 non ha invertito la rotta. Nel terzo trimestre 2025, le fonderie ferrose segnavano +5,7% in produzione e +9,3% in fatturato, mentre quelle non ferrose restavano sotto la parità con -0,4% e -4,3% rispettivamente. Nei primi nove mesi dell’anno la produzione è rimasta lontana dai valori del 2024, e il rischio di chiudere l’anno con un nuovo calo si è materializzato concretamente. Meccanica e FonderiaMeccanica e Fonderia

Q1 2026 — stato della fonte. Il report congiunturale Assofond sul primo trimestre 2026 non risulta ancora pubblicato al momento della redazione di questo articolo (giugno 2026). Assofond segue storicamente un calendario di pubblicazione a 6-8 settimane dalla chiusura del trimestre. Lo dichiaro esplicitamente: non stimo né invento dati trimestrali. Il quadro di partenza del 2026 è quello descritto dall’analisi di bilancio e dall’ingresso del CBAM a regime. Il secondo numero 2026 di “In Fonderia” è dedicato interamente all’impatto di dazi, sanzioni internazionali e CBAM sulle catene di fornitura europee — il che dice già tutto sullo scenario che le fonderie stanno vivendo in questi mesi. Assofond

  1. Il CBAM: il blocco operativo del 2026

Dal 1° gennaio 2026, il Carbon Border Adjustment Mechanism è a pieno regime. L’incertezza normativa sta paralizzando le transazioni commerciali, mettendo a rischio la continuità operativa di filiere strategiche per l’industria italiana ed europea. Il problema non è l’aumento del costo in sé — è che i certificati CBAM saranno acquistabili solo da febbraio 2027, rendendo oggi impossibile determinare il prezzo reale degli input. Fornitori e acquirenti non sono in grado di fissare un prezzo, con il risultato di un blocco delle vendite e un concreto rischio di shortage di materiali. AssofondAssofond

La distorsione strutturale è evidente: le fonderie europee pagano già fino al 35% in più per gli input produttivi — ghisa, ferroleghe, alluminio grezzo — mentre molti prodotti finiti non godono di protezione equivalente. I concorrenti extra-UE entrano nel mercato senza oneri analoghi. QuiBrescia

  1. Lo scenario europeo: Göttingen 2026

Il problema non è italiano. Al Deutsche Gießereitag 2026 a Göttingen, il presidente del BDG Clemens Küpper ha descritto con nettezza l’industria tedesca sotto pressione: alti costi energetici, burocrazia, mancanza di incentivi agli investimenti e crescente pressione competitiva internazionale continuano a pesare sul settore. La Germania ha perso circa 170 fonderie negli ultimi anni. Le conclusioni del congresso: l’industria europea è in piena trasformazione strutturale, che va ben oltre un ciclo economico negativo, e richiede meno burocrazia, prezzi energetici competitivi, forti incentivi all’innovazione e una visione industriale chiara per l’Europa. Foundry-planetFoundry-planet

  1. La domanda che nessuno vuole farsi: ho ancora una strategia?

Quattro anni di cali consecutivi producono un effetto collaterale pericoloso: si consolida una cultura operativa di pura sopravvivenza — riduzione costi, taglio investimenti, gestione delle urgenze quotidiane. Questo, per molte PMI del comparto, si traduce nell’assenza di un metodo strategico verificabile. Si reagisce. Non si pianifica.

È qui che entra in gioco il framework OAK — Obiettivi, Azioni, Risultati. Non come slogan, ma come struttura minima per uscire dalla modalità emergenza.

Obiettivi — definire dove si vuole arrivare: diversificazione settoriale (dall’automotive a energia, difesa, medicale, macchine agricole), nuovi mercati geografici, riposizionamento su clienti ad alta marginalità. Senza obiettivi misurabili, le azioni restano reazioni.

Azioni — tradurre gli obiettivi in piani operativi con risorse, tempi e responsabili. Questo include: l’analisi di mercato aggiornata (non quella di tre anni fa), la ridefinizione del portafoglio clienti, la revisione del pricing in chiave value-based, la mappatura delle tecnologie disponibili — dall’IA applicata alla fusione alla simulazione predittiva dei difetti.

Risultati — misurare con KPI definiti ex-ante: tasso di marginalità per cliente, indice di concentrazione del portafoglio, lead time di sviluppo nuovi prodotti, % fatturato su settori non-automotive. Senza misurazione, non c’è apprendimento. E senza apprendimento, ogni crisi si affronta come se fosse la prima volta.

  1. Perché serve uno sguardo esterno

C’è un problema specifico che le PMI manifatturiere in crisi tendono a sottovalutare: la difficoltà di analizzare la propria situazione dall’interno quando si è in piena gestione dell’emergenza. Il management è saturo di urgenze operative. L’analisi strategica — quella vera, fondata su dati di mercato aggiornati, benchmark competitivi, riposizionamento dell’offerta — non viene fatta perché non c’è tempo, o perché si presuppone di conoscere già le risposte.

Un consulente esterno porta tre cose che non si producono internamente: distanza cognitiva dall’emergenza quotidiana, un metodo strutturato di analisi (Porter, TOWS, OAK), e la capacità di tradurre l’analisi in un nuovo workflow aziendale operativo — non un documento da mettere nel cassetto. Non è una spesa. È la precondizione per fare scelte invece di subire eventi.

Il futuro della Meccanica in Italia: quante Startup ci sono?

Il futuro della Meccanica in Italia: quante Startup ci sono?

Il futuro della Meccanica in Italia
Come per un popolo si cerca di capire quale sarà la sua evoluzione (numerica, dal punto di vista sociale, economico, ecc..) anche dal numero di nascite che ci sono ogni anno, così mi sono chiesto quale sarà il futuro del settore della #meccanica in generale (settore nel quale mi guadagno da vivere) basandomi sul dato delle nascite di startup specifiche per questo settore.
Quante startup ci sono davvero nella meccanica?
Il dato aggregato “12,9% nel manifatturiero” Tradotto in numeri assoluti su una base di circa 12.170 startup (dato Q1 2025): si tratta di circa 300 startup nella fabbricazione di macchinari. Trecento. Sull’intero territorio nazionale.
Le startup nella meccanica: cosa fanno davvero?
Prevalentemente lavorano sul processo e sui servizi digitali, non sul prodotto fisico. Molti prodotti industriali stanno diventando sistemi informativi distribuiti: grazie a sensori e connettività generano dati sul proprio funzionamento e il valore non si esaurisce più nell’oggetto fisico ma si estende a manutenzione predittiva, monitoraggio da remoto e ottimizzazione delle prestazioni.
Detto in modo diretto: le startup che operano nella meccanica raramente costruiscono un nuovo tipo di macchinario. Costruiscono software di controllo, sistemi IoT per macchine esistenti, soluzioni di manutenzione predittiva, digital twin, cobot per l’asservimento.
Le startup che progettano e producono macchinari complessi e unici — il cuore della tradizione italiana — sono pochissime e tendenzialmente non si iscrivono al registro startup innovative perché il loro modello non è scalabile nel senso VC del termine. Una macchina speciale per una linea di produzione del settore farmaceutico non si replica in 1.000 esemplari identici.

Allora mi chiedo: Saremo ancora competitivi sulla meccanica “tradizionale”?

Spero di si. Le PMI meccaniche italiane che sopravviveranno e cresceranno nei prossimi 10 anni sono quelle che integreranno competenza manifatturiera tradizionale con capacità digitale — non in sostituzione, ma in combinazione.
Forse abbiamo mollato sulla meccanica “tradizionale” e stiamo cercando di emergere in tutto quello che gira intorno alla meccanica tradizionale; di sicuro, nei prossimi anni, alle fiere, sui social, nelle aziende, si vedranno sempre più macchinari, impianti, componenti, nè italiani nè tedeschi, ma orientali con tecnici italiani..!

Bando ISI INAIL  e Piano Transizione 5.0

Bando ISI INAIL e Piano Transizione 5.0

Negli ultimi anni i buoni risultati arrivati dal mondo “industriale” sono stati spesso frutto di #incentivi statali che hanno sì dopato il mercato, ma, allo stesso tempo, hanno dato slancio ad un rinnovamento di macchinari, attrezzature, piattaforme IT, mindset, che hanno avuto benefici enormi sia a livello occupazione sia a livello di rinnovamento dello stesso sistema industriale.

Questo 2026 è iniziato con due importanti provvedimenti che aiuteranno le aziende sia a continuare in questa fase di rinnovamento sia a migliorare la condizione dei lavoratori che quotidianamente operano in aziende produttive all’interno delle quali, per via delle lavorazioni specifiche, si generano sostanze inquinanti e pericolose per la salute.

E’ giusto approfittare di due provvedimenti come il Bando ISI INAIL e Piano Transizione 5.0 (oltre all’Iperammortamento) per continuare ad investire nel sistema industria Italia 2026

Valore=Prezzo?

Valore=Prezzo?

Valore=Prezzo?

Perché la tua proposta inizia molto prima del preventivo.

Il prezzo è quello che il cliente paga. Il valore è quello che percepisce attraverso la tua organizzazione, la tua storia e la tua coerenza.” Non vendere un preventivo, documenta una storia, una competenza, una organizzazione, un investimento..

Spesso a noi Consulenti di strategia commerciale e marketing viene chiesto un aiuto sul vendere di più partendo da un presupposto: l’Azienda è strutturata, ha 40 anni di attività, il prodotto/servizio sono di buona qualità e il prezzo è giusto e quindi ci sono tutte le carte in regola per migliorare le “vendite” e di conseguenza tutti gli indicatori economico-finanziari necessari per dare continuità all’Azienda. Se le vendite non vanno bene la responsabilità è dei Commerciali e quindi è necessario valutare nuove strategie per cercare di riprendere le quote di mercato che nel frattempo sono state occupate da concorrenti nuovi o da quelli che in passato si muovevano in altre nicchie di mercato

E qui entra in gioco il concetto di Valore: Non si valuta spesso che il Valore di un’Azienda e della relativa proposta, non si limita a quanto scritto nel preventivo.

Il Valore nasce prima del contatto (Web Reputation) La percezione del Valore inizia quando il cliente ti cerca online o chiede referenze. La reputazione non è ciò che un’azienda dice di se stessa, ma la somma delle tracce digitali che formano l’autorità percepita dagli altri e che può fare la differenza tra essere contattati o bpassati

Valore non è solo  il “prezzo” del bene/servizio venduto, delle condizioni di pagamento e di fornitura ma è tutto quello che precede anche la sola telefonata del primo contatto (tempestività nella risposta, competenza e professionalità del personale, dotazione di strumenti IT moderni ed efficaci, ecc..)

Valore è Rendere Visibile l’Invisibile. Molto spesso il cliente ignora il lavoro che c’è “dietro le quinte”. Il vero valore si comunica mostrando o facendo percepire tutto quello che la struttura fa per arrivare anche solo a definire una proposta economica

Valore è la capacità di seguire un cliente nelle fasi di sviluppo della commessa, non facendolo sentire come un “rompiscatole” se chiama più volte per sapere a che punto è la sua commessa in quanto deve, a sua volta fare della programmazione

Valore è lavorare costantemente sui Servizi legati alla commessa che spesso agevolano una buona web reputation (indispensabile in un mondo dove le recensioni pesano più di una lettera dell’ufficio tributario…)

Valore è rispondere immediatamente ad una critica, cercando di risolvere subito il problema senza cercare di andare allo scontro con il cliente

Valore è comprendere le esigenze e aspettative del cliente attraverso una conoscenza del mercato e delle sue dinamiche

Valore è valorizzare il fattore umano interno all’azienda.

Valore è tanto altro e di sicuro non è un numero su un foglio, il Valore non è Prezzo

Sconti=Fondi

Sconti=Fondi

Sconti=Fondi

Siamo in pieno periodo di SALDI e molti di noi ne approfittano per comprare qualcosa di necessario a prezzi competitivi. Sicuramente ne avremmo avuto bisogno anche prima, ma abbiamo pianificato la spesa in un momento favorevole per ottenere il “necessario” a condizioni migliori.

Nel mondo delle Aziende, i Fondi, Bonus, Agevolazioni, equivalgono ai Saldi per i privati e quindi, perchè non approfittare.

Si dice che il primo asset aziendale siano le Persone e per questo che oggi vorrei sensibilizzare sulla necessità di usufuire e programmare la Formazione e la Consulenza in azienda, al fine di accrescere le comptenze interne e migliorare la gestione dei Processi, attraverso Professionisti esterni e attraverso un circuito “finanziario” che prevede l’utilizzo di agevolazioni e aiuti statali al fine di migliorare le competenze interne.

Investire nelle competenze del personale significa:

·         aumentare l’efficienza operativa;

·         rafforzare le skill digitali e tecniche;

·         favorire sostenibilità e transizione green;

·         prepararsi all’impatto dell’Intelligenza Artificiale nei processi aziendali;

·         sviluppare competenze trasversali e soft skills fondamentali.

Con una dotazione di oltre 150 milioni di euro già confermati, la programmazione 2026 si presenta come uno dei cicli più significativi degli ultimi anni.

Novità 2026 su Fondi e Agevolazioni per Formazione e Consulenza Aziendale

La Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199) ha introdotto una serie di misure per sostenere lo sviluppo delle imprese italiane. Tuttavia, la manovra non contiene specifici fondi dedicati esclusivamente alla consulenza/ coaching esterno, ma piuttosto strumenti trasversali di finanziamento e incentivi che possono supportare l’adozione di progetti di formazione e consulenza interno/esterno; inoltre, molto importante, nel momento in cui alcuni investimenti in beni strumentali vengono finanziati al 100%, liberano risorse per la formazione e la consulenza da parte di Innovation Manager esterni e Società di Coaching (come PMCoach)

Le principali direttrici della manovra includono, tra l’altro

·         Fondi per il rafforzamento di strumenti di sostegno alla digitalizzazione, all’innovazione e alla competitività;

Principale Fondo per Formazione Continua

Fondimpresa resta lo strumento più concreto per finanziare formazione interna in azienda fino al 100% dei costi di docenza, inclusa la possibilità di inquadrare servizi di formazione erogati da coach/consulenti esterni, sempre nel quadro di piani formativi aziendali:

Caratteristiche tecniche principali

·         Dotazione finanziaria: 40 milioni € per piani di formazione dedicati alle competenze di base e trasversali.

·         Beneficiari: imprese aderenti a Fondimpresa con lavoratori da formare.

·         Oggetti finanziabili: corsi di competenze trasversali (es. comunicazione, teamwork, pensiero critico, digital skills).

·         Presentazione domande: cicli di finestre temporali con scadenze modulari; ad es., dal 10 al 24 marzo 2026 per l’ultimo turno.

·         Importi: contributo fino al 100% dei costi di docenza secondo regole di Fondimpresa.

Molto importante: Questo strumento finanzia anche la formazione dei lavoratori, attraverso la consulenza diretta strategica all’azienda (se parte di un progetto formativo più ampio).

La programmazione Fondimpresa 2026 introduce avvisi specifici per la formazione finanziata dei lavoratori nelle imprese aderenti, con enfasi su competenze chiave come AI, transizione ecologica e soft skills, rendendo accessibili risorse per progetti con società di coaching esterne. Questi bandi privilegiano il Conto Formazione e Conto di Sistema, permettendo di finanziare corsi, affiancamenti e consulenze senza costi aggiuntivi per le aziende ( PMCoach in prima linea insieme a Luca Biscione)

Programmazione Generale Avvisi 2026

Fondimpresa ha annunciato una dotazione complessiva superiore a 150 milioni di euro per il 2026, focalizzata su aree prioritarie per la competitività aziendale. Le linee principali includono: ·         Intelligenza Artificiale: 5 milioni di euro per formazione su AI nei processi aziendali.

·         Competenze di base e trasversali: 90 milioni di euro, il budget maggiore, per soft skills e digitali essenziali (es. comunicazione, problem-solving, FAD).

·         Transizione ecologica ed economia circolare: 20 milioni di euro per sostenibilità.

Ecc…

Meccanismi di Finanziamento: Conto Formazione e Conto di Sistema

Le imprese aderenti accedono al Conto Formazione per piani personalizzati, utilizzando contributi INPS accantonati (0,30% retribuzioni), coprendo docenza, materiali e voucher per coaching esterno. Il Conto di Sistema aggrega PMI per risorse extra, ideale per formazione interna con società esterne, con contributi aggiuntivi fino a 300.000 euro per progetto (max 600.000 euro/impresa) Esempi finanziabili: Corsi su leadership (coaching), consulenza strategica, seminari aziendali. PMCoach e Luca Biscione

IMPORTANTE: Agevolazioni Specifiche per Consulenti Aziendali e Coaching Esterno

Fondimpresa finanzia esplicitamente consulenza e affiancamento da società di coaching esterne nei piani formativi, purché allineati ai fabbisogni aziendali (es. sviluppo manageriale, competenze trasversali). Docenti e coach esterni sono eleggibili, con rimborsi per spese connesse, fino a esaurimento budget avvisi 2026

#consulenza

#formazione

#coaching

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