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MISE- Innovation Manager 2020

MISE- Innovation Manager 2020

Finalmente raccolgo i frutti di un percorso che mi ha portato ad ottenere la certificazione di Innovation Manager che non è servita ad appagare una mia vanità personale, ma ad ottenere un lavoro concreto in #Baldazzi Food, giovane Realtà aziendale che si occupa di commercializzazione di generi alimentari per il settore HO.RE.CA e che ci vedrà impegnati nel lancio di prodotti (salumi sostanzialmente) di nostra concezione, nel rispetto delle tradizioni e della buona cucina emiliana.
La formazione e l’impegno giornaliero nel cercare di trovare sempre la strategia giusta per la Realtà nella quale opero, mi invoglia a migliorarmi e a cercare la soluzione opportuna per l’azienda specifica.

Innovazione#certificazione#lavoro

PROROGA Voucher per Consulenza in Innovazione

PROROGA Voucher per Consulenza in Innovazione

Come da #Avvisi pubblicato sul sito del #Ministero dello sviluppo economico, circa il #Voucher per #consulenza in #innovazione, è stato prorogato, posticipando il termine di invio delle domande di accesso alle agevolazioni, alle ore 10.00 del #12 Dicembre 2019

A questo punto, c’è ancora qualche spiraglio per chi volesse approfittare di questa #agevolazione usufruendo della #Consulenza di #LB Consulting di #Luca Biscione

https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/voucher-consulenza-innovazione

#VOUCHER INNOVATION MANAGER

#VOUCHER INNOVATION MANAGER

Pubblicati gli elenchi degli #Innovation Manager accreditati al #Mise e, alla Pag. 7, #Luca Biscione risulta iscritto con la specializzazione prevista alle lettere 1 O e 2A: https://miq.dgiai.gov.it/AreaPubblica/Vetrina/ElencoManager?spec=15&anni=12&regione=5&tipologia=

m: programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati;

n: programmi di open innovation.

La Competenza e la Professionalità di LB CONSULTING Di Luca Biscione al servizio delle Aziende che hanno il desiderio e/o la necessità di avviare un percorso di crescita aziendale con un Innovation Manager come Partner affidabile e a basso costo…;

Per manager dell’innovazione qualificato e indipendente si intende un manager iscritto nell’apposito elenco costituito dal Ministero dello sviluppo economico….

La consulenza deve essere finalizzata a indirizzare e supportare i processi di innovazione, trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e delle reti attraverso l’applicazione di una o più delle tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0… Negli ultimi anni le aziende stanno sperimentando una profonda trasformazione al proprio interno e nei rapporti con l’esterno grazie all’#open innovation. L’innovazione aperta è un nuovo approccio strategico e culturale in base al quale le imprese, per creare più valore e competere meglio sul mercato, scelgono di ricorrere non più e non soltanto a idee e risorse interne, ma anche a idee, soluzioni, strumenti e competenze tecnologiche che arrivano dall’esterno, in particolare da startup, università, istituti di ricerca, fornitori, inventori, programmatori e consulenti

PMI IN RITARDO TECNOLOGICO: 4.0 allo stato attuale

PMI IN RITARDO TECNOLOGICO: 4.0 allo stato attuale

PMI in ritardo tecnologico

Sono stati pubblicati dal MISE i risultati dell’indagine MISE-Met “Imprese e Tecnologie 4.0” su un campione di 23.700 imprese di tutte le dimensioni (incluse quelle con meno di 10 dipendenti) e di tutte le regioni d’Italia. A leggerli bene, questi risultati, non sembra che la trasformazione digitale e la conversione alla 4.0 stiano di fatto travolgendo il tessuto imprenditoriale del nostro Paese. Anzi, solo 8,4% delle imprese manifatturiere italiane utilizza almeno una tecnologia 4.0 A queste si aggiunge un ulteriore 4,7% di imprese che ha in programma, nel prossimo triennio, investimenti specifici. Le imprese “tradizionali”, cioè quelle che abitualmente non utilizzano tecnologie 4.0, né hanno in programma interventi futuri, rappresentano ancora, purtroppo, la maggioranza della popolazione industriale (86,9%).

La propensione verso queste nuove tecnologie aumenta con il crescere del numero di addetti (già al di sopra dei 10 addetti le imprese 4.0 rappresentano il 18,4% del totale delle piccole imprese, tra i 50 e i 249 addetti si raggiunge il 35,5%, sino al 47,1% delle imprese con almeno 250 dipendenti.

Le tecnologie più diffuse

Poco meno della metà delle imprese 4.0 utilizza solo le tecnologie di gestione dei dati acquisiti lungo la catena produttiva, mentre il 36% è attivo sia nelle tecnologie relative al processo produttivo in senso stretto (incluse progettazione e simulazione) sia nella gestione dei dati e, il 16% delle imprese 4.0 utilizza esclusivamente le tecnologie produttive senza quelle relative ai dati. In termini di orientamento tecnologico, nell’indagine emerge come la cybersecurity, l’integrazione orizzontale delle informazioni e IoT rappresentino l’ambito più diffuso per gli investimenti aziendali.

Gli obiettivi dichiarati

Con l’utilizzo di strumenti e tecnologia 4.0, gli Imprenditori si sono dati una serie di obiettivi: primo è l’incremento della competitività ottenibile dalla maggiore efficienza produttiva (ottimizzazione dei costi, riduzione degli errori, maggiore flessibilità alle variazioni della domanda). I vantaggi si allargano, tuttavia, anche a fattori non di mero costo, verso economie di varietà e di personalizzazione dei prodotti e di introduzione in nuovi mercati (Obiettivo trasversale è comunque la volontà e necessità di aumentare la qualità dei prodotti e la riduzione degli errori.

Competenze: i manager 4.0 sono più giovani

Alla maggiore dimensione delle imprese 4.0 si associa la presenza di un management mediamente più giovane e qualificato

Settori Verticali: il Made in Italy è il meno recettivo

La maggiore propensione all’utilizzo delle tecnologie 4.0 è presente nel comparto delle macchine elettriche e delle apparecchiature elettroniche; seguono il comparto della fabbricazione di mezzi di trasporto, il settore della chimica e della plastica mentre il fenomeno 4.0 si riduce sensibilmente del tipico “ Made in Italy”: legno-mobili, filiera dell’agroalimentare e dell’abbigliamento

Il ruolo delle politiche pubbliche

L’indagine Mise-Met evidenzia anche come, nel processo di trasformazione 4.0 sinora avvenuto, il ruolo delle politiche pubbliche sia stato incisivo: il 56,9% delle imprese 4.0 ha utilizzato almeno una misura di sostegno pubblico. Le imprese hanno utilizzato in larga prevalenza il super ammortamento e l’iper ammortamento (36,8%), a seguire il credito d’imposta per le spese di R&S (17,0%) la Nuova Sabatini (19,8%) e i fondi di garanzia (11.3%).

C’è ancora molto da fare….!

(Di Alice A. Lamiera)

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