In Emilia-Romagna più di un ragazzo su tre sceglie ancora un istituto tecnico.
Eppure, quando un’azienda cerca un saldatore, tre volte su quattro fa fatica a trovarlo.
I numeri, prima delle opinioni.
In regione la quota di ragazzi che si iscrive a un istituto tecnico è scesa in due anni dal 37,5% al 35,5%. In Italia siamo al 30,8%, mentre i licei sono al 55,9%.
Intanto, secondo Excelsior, a settembre il 45,6% delle assunzioni previste era difficile da coprire. Per saldatori, fonditori e montatori di carpenteria metallica si arriva al 74,5%. Per meccanici, montatori e riparatori al 66,5%.
Di solito diamo la colpa ai ragazzi. Oppure ai genitori, o alla scuola.
Io credo che una parte del problema sia delle Aziende. Ed è un problema di MARKETING
Pensateci. Le aziende meccaniche investono in fiere, cataloghi, siti, agenti. Tutto pensato per i #clienti.
E per i ragazzi di 14 anni, e per i loro genitori, cosa fanno?
Quasi niente. E così vince l’immagine dell’officina di trent’anni fa: rumore, sporco, fatica.
Non fate marketing solo per cercare clienti.
Fatelo anche per attrarre i giovani in azienda.
C’è poi un secondo problema, di cui si parla poco.
Spesso nelle scuole tecniche i ragazzi si esercitano su macchine di dieci anni fa, o anche più vecchie. Poi entrano in azienda e si trovano davanti un centro di lavoro a 5 assi del 2026: software, sensori, simulazione a schermo. E si sentono impreparati.
Eppure è proprio quella tecnologia che può farli innamorare del mestiere. Vedere un pezzo lavorato su una macchina di oggi, con il programma che gira sul monitor, non ha niente a che vedere con la macchina di dieci anni fa. L’elettronica parla la lingua dei ragazzi, molto più del tornio parallelo..
Due domande ai titolari di aziende meccaniche (rispondete a una o a tutte e due):
- Negli ultimi due anni, quante volte siete entrati in una scuola tecnica a raccontare cosa fa davvero la vostra azienda?
- Secondo voi chi deve fare il primo passo: le aziende, le scuole o le associazioni?
Collaboro da circa 28 anni con aziende “meccaniche” o comunque B2B e quello che vedo oggi e immagino in prospettiva è una demografia aziendale fatta di ragazzi non italiani (nel breve) e poi di una necessaria automazione che cambierà necessariamente i processi produttivi: le macchine al posto delle persone, non solo per scelta economica ma per necessità sociale. Meno di una startUp su 100 rappresenta una nuova azienda meccanica in senso produttivo (i concorrenti cinesi e non solo non aspettavano altro, ovvero sostituirci anche nell’industria di base, quella dove il fattore umano faceva la differenza e infatti nelle fiere della meccanica e della manifattura, aumentano sempre di più stand di cinesi, est Europa ancora competitivi sul prezzo e qualche nord-africano)