Protezionismo verde..!
Il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) è un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere istituito dall’Unione Europea nell’ambito del pacchetto Fit for 55 per contrastare il fenomeno del “carbon leakage”: la rilocalizzazione delle produzioni ad alta emissione di CO₂ in Paesi con normative climatiche meno rigorose rispetto all’UE.
In sintesi, il CBAM richiede che le merci importate nell’Unione Europea ad alta intensità di carbonio (come acciaio, cemento, fertilizzanti, alluminio, elettricità e idrogeno) siano accompagnate da una dichiarazione delle emissioni di carbonio incorporate e, in futuro, da un acquisto di certificati CBAM equivalenti al costo del carbonio che sarebbe stato pagato se quei beni fossero stati prodotti all’interno dell’UE.
Questa misura si applica inizialmente ai settori con maggiore rischio di emissioni trasferite all’estero, ma è prevista una possibile estensione ad altri prodotti a valle della catena del valore.
Cosa cambia per il commercio internazionale?
Non si tratta di un dazio tradizionale, ma di un meccanismo che mira a pareggiare il prezzo del carbonio tra prodotti UE e non-UE, rendendo più costose le importazioni più inquinanti rispetto alle produzioni che già operano sotto il sistema di scambio di quote di emissione europeo (EU ETS).
Barriere all’entrata? Sì, aumenteranno. Non sono barriere fisiche, ma barriere di conformità e di costo. Le aziende extra-UE con processi produttivi “sporchi” troveranno antieconomico esportare in Europa.
Dazi nascosti o Protezionismo? Tecnicamente, l’UE definisce il CBAM come una misura ambientale, non un dazio, per renderlo compatibile con le regole del WTO. Tuttavia, nei fatti, agisce come una forma di “protezionismo climatico”. Serve a proteggere la competitività delle aziende europee che già pagano per le proprie emissioni, incentivando al contempo il resto del mondo a decarbonizzare per non perdere l’accesso al mercato europeo ma rischia contro-dazi e delocalizzazioni downstream, favorendo “greenwashing” import.
In prospettiva, il CBAM può stimolare miglioramenti nei regimi di carbon pricing al di fuori dell’UE e incoraggiare la diffusione di tecnologie produttive più efficienti dal punto di vista climatico, allineando progressivamente i mercati globali.
In conclusione con il CBAM si avrà un vero cambio di paradigma strategico. La sostenibilità diventa un requisito di accesso al mercato unico